26 Gennaio 2010

Un uomo in fondo al pozzo

 
19 Gennaio 2010

Possibilismo impraticabile.

Per alcuni di noi, le notti sono troppo lunghe. Per altri, le giornate.


Le temperature invernali hanno spinto molti a scaldarsi il cuore elargendo grandi riconoscimenti morali ai cari (!?) estinti. Bettino Craxi rimane pur sempre un grande statista, dicono.
Stordita dall'onda dell'emozione revisionista che sta facendo perdere i sensi all'Italia, cerco un'espressione adeguata per manifestare lo sconcerto.
Ci sono.
Immaginate i bagordi di una notte vissuta da baccante.
Lasciate che i vostri neuroni lavorino.
Ora immaginate lo stato d'animo di quella stessa baccante nell'attimo in cui scopre di essere stata ingravidata dal più coglione del villaggio.
Che dio ci abbia in gloria.

 
10 Gennaio 2010

Appunti sfacciati appiattiti su fondo oro - la Maestà di Duccio di Buoninsegna

Nessun intento didascattico.

I soliti noti su un grande pannello.
San Giovanni Battista è il più pezzente. Ha i capelli arruffati, la barba incolta ed indossa l'immancabile casacca pelosa. Per dirla tutta, puzza. Mi faccio spazio tra turisti ispanici e ne osservo meglio il viso, ha un'espressione tristemente accigliata. Gli altri, santi ed angeli, sono abbigliati come per le grandi occasioni. Pettinati, puliti e profumati mostrano il loro profilo migliore - quando possibile -, fieri e consapevoli del prestarsi ad una maestosa opera. L'oro sullo sfondo mi ricorda la carta spiegazzata di una monetina di cioccolato.


vabbè.

Tags: ambè
 
23 Luglio 2009

Buona comprensione.





A lui che ebbe timore della disintegrazione dell'Io
Mathilde rispose che bastava solo una mano per cingerla.

 
27 Gennaio 2009

Urlo Barocco e gorgheggio Rococò

Cuochi e sarti si contendono il metro dai lati opposti di una clessidra.





La civetteria è ovunque.

Tra gli aristocratici francesi ai tempi della Rivoluzione si affermò la moda "alla ghigliottina". Le allusioni ai segni della decapitazione divennero l'espressione della posizione controrivoluzionaria. Le dame  sacrificarono i loro capelli per acconciarsi "alla vittima" e strinsero nastri purpurei attorno ai loro colli. Le collane rosse, gli scialli scarlatti e i capelli rasati divennero espressione di gran moda, indispensabili per partecipare ai  "balli alla vittima", ai quali non potevano intervenire se non quelli i cui parenti erano morti sul patibolo.





Forte di quest'assurdità elenco a memoria tutti le tonalità cromatiche che conosco, dal gridellino al fiore di persico.


Forse non dovrebbe, ma mi piace.


"Le qualità sensibili non appartengono all'oggetto studiato ma al corpo sensitivo del soggetto senziente,
come il solletico non è nella pima ma in me che sento il tocco della piuma"
(Galileo Galilei)

 
20 Gennaio 2009

Mi sa proprio che trasloco.

Giuseppe Pecchio è stato un pioniere dell'informazione in formato elettronico.
 La Prefazione al suo Epilogo critico degli economisti italiani del 1849 racchiude diversi aspetti della comunicazione contemporanea.
"I libri per essere utili all'universale debbono essere brevi. Il dotto può leggere a suo agio, ma il pubblico non ha né molto tempo, né molta voglia. E' dunque necessario di abbreviare quanto più si può ciò che dee servire per generale istruzione. D'altronde i fatti, i libri vanno talmente accumulandosi coi secoli, colla stampa, e collo stimolo d'una più diffusa lettura, che diviene sempre più indispensabile il riepilogare di tempo in tempo le cognizioni umane.
Non si può più far senza enciclopedie. Sono la somma di un calcolo che altrimenti diverebbe infinito. Conviene condensare il sapere attraverso la fuga dei secoli, com'è forza condensare gli alimenti che devono attraversare immensi spazi del globo.
Ci andiam ognor più avvicinando all'epoca predetta da Condorcet, in cui sarà mestieri esporre per tavole lo stato delle nostre cognizioni".

Senza troppo sforzo, è facile trovarvi punti di convergenza con l'attualità.
La necessità di libri brevi per la mancanza di tempo (gli esperti  di marketing si affannano a trovare soluzioni brillanti per indovinare i momenti di maggior consumo); il riferimento alle enciclopedie, indispensabili (Wikipedia risponde perfettamente alla definizione di "condensazione del sapere"); ed infine: le tavole cognitive.
Sbalorditivo.


Non sapete chi è Giuseppe Pecchio?
Andatevelo a cercare da soli.


 
13 Gennaio 2009

La pioggia non estingue il ricordo.


 
13 Dicembre 2008

Questo nostro bisogno di Sublime.

 
07 Dicembre 2008

Bestie, scosse ed idilli.

Da una lettera di Salvador Dalì e Luis Buñuel  al poeta Juan Ramón Jiménez (1928):

Gentile amico,
sentiamo il dovere di dirle -  in modo disinteressato - che la sua opera ci ripugna profondamente per essere immorale, isterica e arbitraria. In particolare MERDE!! per il suo Platero y yo, per il suo facile e infido Platero y yo, l'asino meno asino, l'asino più odioso che abbiamo mai trovato. MERDA!
Sinceramente, Luis Buñuel, Salvador Dalì.





(
Possibile lettera di Giacomo Leopardi al fratello Pier Francesco, Firenze, 23 settembre 1830)

 
30 Novembre 2008

Irrefrenabile volontà



Fin dal principio non ho fatto che danzare la mia stessa esistenza.
(Isadora Duncan)

Forse per questo colla testa gialla
Ho corso il pianeta
Fino a cadere stremato.
(Sergej Esenin, La Russia che se ne va)















Non appena Egli scoppiò a ridere, apparve la luce. Scoppiò a ridere per la seconda volta e fu acqua dappertutto. Alla terza risata apparve Hermes; alla quarta la generazione; alla quinta il destino; alla sesta il tempo. Poi, prima di scoppiare a ridere per la settima volta, inspirò profondamente, ma aveva riso talmente tanto da piangere e dalle sue lacrime nacque l’anima. Così un’Entità Suprema creò l’ Universo secondo l’autore anonimo di un papiro alchimistico che risale al III secolo, il papiro di Leida. Tutto ebbe principio da un’enorme, insensata risata. Altro che parole, logos e soffi. Fu esplosione di vita selvaggia, d’ilarità ingiustificata che nel suo ripetersi dava inizio ad una nuova assurdità. Comico e cosmico si fusero, confondendoci ancora oggi al pensiero della risata e del suo autore, tutte le volte che il fiato non ce la fa e gli occhi se ne accorgono.

 
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